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Palazzo Prosperi Sacrati – Quale sarà il futuro? Misteri & Costi

20 Apr , 2026  

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Sottotitolo 1
Il mistero della mancata trasparenza partecipativa
Sottotitolo 2
Una riflessione civica alla luce della risposta del Comune e dei principi di trasparenza amministrativa.

Il 17 Aprile si è chiusa la “gara” (che non è una gara, pur avendone alcune caratteristiche) per la manifestazione di interesse – Avviso pubblico esplorativo per l’acquisizione di manifestazioni di interesse per la concessione di locali comunali ubicati presso “Palazzo Prosperi Sacrati”.
Chi ha partecipato?
Che fine faranno i progetti (richiesti tassativamente) presentati e “ceduti” al comune di Ferrara?
Quali saranno le tipologie museali prese in considerazione?
Qual è il piano economico per un’attività che:

  • parte da: 140.000-150.000 €/anno per la sola gestione impiantistica dell’immobile
  • cui vanno aggiunti (con un calcolo spannometrico) un minimo di 350.000-400.000 €/anno per il costo del personale
  • costi di allestimento museale
  • costi di arredamento
  • costi di gestione e sicurezza
  • costi contrattuali & fiduciari
  • ecc. ecc.

Sulla base di queste semplici domande abbiamo comunque provato ad avviare l’analisi di una ipotetica attività museale che potesse avere un qualche senso pratico e, come primo approccio, abbiamo analizzato di documenti messi a disposizione da parte del comune:

Dalla lettura e dall’analisi di questi documenti ci siamo posti alcune domande e abbiamo fatto alcune valutazioni per cui 
il 09/04/2026 12:57 invio a mio nome (Roberto Zambelli) la seguente PEC:

Oggetto: Richiesta urgente e completa di documentazione tecnica – Avviso pubblico Palazzo Prosperi Sacrati

il 10/04/2026, 12:40 ricevo la sollecita PEC di risposta del Comune di Ferrara con i seguenti allegati:


Questa risposta apre a sua volta ulteriori dubbi ed evidenzia alcune criticità:

A. Negazione dell’accesso alla documentazione tecnica

Il Comune scrive:

“la documentazione richiesta… sarà resa disponibile esclusivamente al concessionario individuato”

Questo è in contrasto con:

  • i principi di trasparenza (D.Lgs. 33/2013),
  • la L. 241/1990 (accesso agli atti),
  • la giurisprudenza consolidata sugli avvisi pubblici.

Un avviso esplorativo non è una gara, ma non dovrebbe avere zone di opacità.

B. Risposta elusiva e sostitutiva (“basta il sopralluogo”)

Il sopralluogo non sostituisce:

  • planimetrie,
  • DWG e altri documenti vettoriali,
  • as built,
  • documentazione impiantistica,
  • certificazioni.

È una risposta non adeguata e potenzialmente discriminatoria.

C. Documentazione tecnica incompleta

L’unico documento fornito (Relazione Impianti) è:

  • datato (2022),
  • non aggiornato allo stato dei lavori,
  • privo di planimetrie,
  • privo di schemi funzionali,
  • privo di certificazioni,
  • privo di collaudi.

Non consente alcuna valutazione seria.

D. Lavori non collaudati

Il Comune ammette:

“certificazioni in fase di redazione… collaudo entro sei mesi”

Quindi l’immobile non è ancora agibile.
Eppure viene proposto in concessione.

E. Potenza elettrica insufficiente

  • Potenza disponibile: 100 kW
  • Potenza installata: 108 kW

È un dato critico che non viene dichiarato nell’avviso.

F. Nessuna informazione puntuale sulle responsabilità del concessionario

Nell’avviso pubblico non c’è traccia puntuale di:

  • obblighi manutentivi,
  • costi di gestione,
  • responsabilità DVR,
  • oneri assicurativi,
  • obblighi di sicurezza,
  • costi energetici,
  • costi di conduzione impianti complessi.

La risposta del Comune scarica tutto sul concessionario:

Il “DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) e i piani di emergenza saranno a cura e onere del concessionario”

Questa è una informazione essenziale che avrebbe dovuto essere nell’avviso.

G. Asimmetria informativa

Il Comune:

  • non fornisce documenti,
  • non fornisce planimetrie (utilizzabili in funzione progettuale),
  • non fornisce as built,
  • non fornisce certificazioni,
  • non fornisce dati impiantistici aggiornati.

Questo crea un vantaggio per chi già conosce l’immobile.

In merito, e non sappiamo se sia un refuso giornalistico, su FiloMagazine alla data del  6 Marzo 2023 pubblica il seguente articolo:
Inizia il cantiere di Palazzo Prosperi-Sacrati: ecco gli interni e come diventerà
in cui si legge:

“…. Si avrà così posto al primo piano per nuovi uffici di Ferrara Arte, in particolare il call center e altri servizi che oggi hanno spazi inadeguati. Al piano nobile invece l’idea è quella di utilizzare il salone d’onore e le altre stanze dalle dimensioni generose come nuovo spazio espositivo dedicato al contemporaneo. Ripristinandone i percorsi di un tempo, riallineando i portali tra le stanze un po’ come oggi appare il piano terra di Palazzo dei Diamanti. All’interno di questo nuovo spazio il potenziale è altissimo: reading, dibattiti, mostre ed esposizioni di arte contemporanea anche di livello internazionale andranno in parte a sostituire il PAC, che a breve diventerà Spazio Antonioni, ma anche a complemento degli spazi espositivi esistenti alla Marfisa o a Palazzo Bonacossi. Al piano terra troveranno posto invece un bookshop e una biglietteria di servizio. …”

Il ché definisce, indipendentemente da chi sarà il concessionario, la precisa ipotesi progettuale prefigurata nell’ Allegato A – Planimetria progettuale Prosperi.

H. Rischio di favoritismi

La combinazione di:

  • documentazione negata,
  • sopralluogo come unica fonte,
  • informazioni incomplete,
  • lavori non collaudati,
  • responsabilità non dichiarate,
  • lavori non ultimati (sine die)

crea un contesto non competitivo.

La giurisprudenza è chiara:

“La partecipazione a una procedura pubblica, anche esplorativa, legittima l’accesso agli atti.”

Perché il sopralluogo non sostituisce i documenti

Il sopralluogo è un’integrazione, non un’alternativa e soprattutto è inutile e al limite del paradosso che al fine di espletare la formalizzazione della manifestazione di interesse l’Invito a manifestare interesse Palazzo Prosperi Prot richieda espressamente adempimenti e documentazioni progettuali che si possono evidenziare e completare solo se si è in possesso della necessaria documentazione tecnica:

Le manifestazioni di interesse dovranno tassativamente contenere, a pena di nullità:
a. una presentazione del soggetto che manifesta interesse;
b. una descrizione dell’attività svolta e delle eventuali esperienze di gestione di immobili analoghi a quelli di cui al
presente avviso;
c. una relazione sintetica contenente una proposta progettuale unitaria di utilizzo dello spazio, comprensiva della
proposta di distribuzione degli spazi e delle rispettive destinazioni d’uso;
d. un piano economico finanziario preliminare che indichi i costi previsti per la gestione della struttura e le principali
fonti di ricavo o finanziamento;
e. descrizione progettuale uso spazi oggetto del presente avviso con elenco esemplificativo delle attività
da svolgere nel corso del primo anno e dei successivi;
f. copia dell’atto costitutivo e statuto registrati;
g. dichiarazione sostitutiva attestante il possesso dei requisiti richiesti di cui al precedente punto 3 redatta secondo
il modulo Allegato 02 al presente avviso, resa ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR n. 445/2000 dal soggetto che
manifesta interesse (da persona fisica ovvero dal legale rappresentante della persona giuridica);
h. copia di un documento d’identità in corso di validità.

L’avviso pubblico è perciò incompleto e l’accesso agli atti serve proprio a colmarne le lacune.


Sulla base di quanto sopra il 13/04/2026, 19:28 invio una ulteriore PEC al comune di Ferrara:

Oggetto: Richiesta di accesso agli atti ai sensi degli artt. 22 e ss. L. 241-1990 e del D.Lgs. 33-2013 – Documentazione tecnica relativa al complesso immobiliare “Palazzo Prosperi Sacrati”

con allegato: Allegato_Tecnico_N1_Zambelli_Roberto_PEC_20260413.pdf

e il 16/04/2026, 15:57 ricevo la PEC di contro-risposta del Comune di Ferrara con i seguenti allegati:


Contro‑analisi tecnica della risposta del Comune

Questa è una lettura tecnica e puntuale, basata esclusivamente sul contenuto del documento comunale.

1. Il Comune conferma la natura “esplorativa” dell’avviso

Questo è formalmente corretto, ma non risponde al problema sollevato:
– anche una fase esplorativa deve essere sufficientemente informata per permettere valutazioni serie e l’espletamento degli adempimenti tassativi.

2. Il Comune non fornisce alcuna motivazione tecnica per il rifiuto dei DWG e degli altri documenti

La motivazione “devono essere in formato non modificabile” è debole , come minimo irrealistica:

  • i DWG potrebbero essere forniti ai fini della manifestazione di interesse
    ed in ogni caso la modifica di una copia non costituirebbe in nessun caso la modifica dei progetti operativi,

  • la maggior parte dei Comuni italiani li fornisce regolarmente,

  • la trasparenza tecnica non è in contrasto con la par condicio.

3. Il Comune ammette che l’immobile non è collaudato

Questo è un punto critico: un immobile non collaudato non può essere oggetto di valutazione funzionale seria, né di proposte progettuali.

4. Nessuna risposta ai dati tecnici dell’Allegato N.1

Il Comune evita di:

  • confermare le superfici,

  • confermare le destinazioni d’uso,

  • confermare la capienza,

  • rispondere ai vincoli impiantistici e antincendio.

Questo è un vuoto informativo.

5. L’accesso agli atti viene differito

Il differimento è legittimo solo se:

  • gli atti non esistono, oppure

  • la loro pubblicazione comprometterebbe la gara.

Ma qui non c’è gara. C’è un’indagine esplorativa.

Il differimento appare non pienamente giustificato.

Conclusione

La risposta del Comune conferma la natura preliminare dell’avviso e la scelta di non fornire documentazione tecnica completa ai potenziali partecipanti. Restano aperte le questioni relative alla reale fruibilità degli spazi, alle destinazioni d’uso e alla trasparenza della procedura.


ALCUNE DOMANDE RESTANO INSOLUTE E PESERANNO PER ANNI SUL FUTURO DI QUESTO BENE STORICO MONUMENTALE  E SU ALTRE INIZIATIVE MESSE IN CAMPO DALLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI: 

1) “In quale fase si inizia a parlare di prodromico per la ristrutturazione di un edificio come Palazzo Prosperi Sacrati?”

✔ Cosa dice il Comune

La risposta comunale afferma che l’avviso è:

“un atto meramente prodromico ad una successiva procedura di affidamento” (cit. documento)

e che serve solo a “verificare l’interesse”.

✔ Cosa significa in termini amministrativi

Nella prassi italiana, un atto è “prodromico” quando:

  • precede una gara vera e propria,

  • serve come base per un’analisi partecipativa
    di individuazione degli usi futuri,

  • non vincola l’amministrazione,

  • non richiede documentazione tecnica completa,

  • serve solo a capire se qualcuno è interessato.

Questo tipo di manifestazione di interesse è legittimo solo se:

  • l’immobile è già definito nelle sue funzioni,

  • le destinazioni d’uso sono già chiare,

  • la documentazione tecnica è già consolidata.

✔ Il punto critico

Nel caso di Palazzo Prosperi Sacrati:

  • l’immobile non è collaudato (e neppure ultimato),

  • le certificazioni non sono pronte,

  • le destinazioni d’uso non sono state spiegate nel dettaglio
    o, meglio, sono premature in quanto definite in anticipo rispetto
    al contenuto della Manifestazione di interesse,

  • la documentazione tecnica non è stata resa disponibile.

Quindi la domanda che emerge prepotente è:

Come può essere “prodromica” una fase esplorativa se i dati tecnici fondamentali sono già definiti, ma non pubblici?

2) “Non sarebbe davvero prodromico, nel rispetto dell’art. 97 Cost., far partire il procedimento prima della ristrutturazione?”

✔ Cosa afferma il Comune

Il Comune sostiene che:

  • l’indagine esplorativa può essere pubblicata anche se l’immobile non è collaudato,

  • la documentazione tecnica completa sarà fornita solo al concessionario finale.

✔ Cosa prevede l’art. 97 della Costituzione

L’art. 97 stabilisce i principi di:

  • trasparenza,

  • imparzialità,

  • buon andamento.

Nella prassi amministrativa, questi principi implicano che:

  • i cittadini devono poter valutare un bene pubblico con informazioni adeguate,

  • le procedure devono essere comprensibili e verificabili,

  • le decisioni devono essere motivabili e motivate.

✔ La questione che emerge

Molti enti pubblici, quando intendono valorizzare un bene culturale:

  • avviano percorsi partecipativi,

  • raccolgono idee e visioni prima dei lavori,

  • definiscono le funzioni del bene con la cittadinanza,

  • pubblicano documentazione tecnica completa.

Questa è una prassi diffusa in Italia ed Europa.

La seguente domanda è prepotentemente fondata ed è secondo questa prassi che si dovrebbe aprire un dibattito pubblico costruttivo:

Non sarebbe più coerente, in applicazione dell’art. 97 della Costituzione e delle relative leggi attuative, avviare un percorso partecipativo prima della ristrutturazione, e non dopo?

3) “Secondo quale legge e quale logica il Comune decide la destinazione d’uso senza sapere quale tipo di museo sarà ivi collocato?”

✔ Cosa dice il Comune

Il Comune afferma:

“la destinazione d’uso dell’immobile […] è da considerarsi non modificabile” (cit. documento)

e che:

“gli interventi sono stati finanziati con fondi aventi specifica destinazione alla missione museale ed espositiva” (cit. documento)

✔ Cosa significa

Questo implica che:

  • la destinazione d’uso è stata decisa prima,

  • è stata inserita nel progetto di ristrutturazione,

  • è stata approvata nei finanziamenti,

  • è stata validata nel parere antincendio e negli impianti.

✔ Il punto critico

La domanda è legittima:

Come si può definire una destinazione museale senza un progetto museologico?

Nella prassi museale:

  • prima si definisce il concept,

  • poi si definiscono le funzioni,

  • poi si progettano gli spazi,

  • poi si realizzano gli impianti,

  • poi si collauda.

Qui sembra essere avvenuto il contrario.

Non è illegale, ma è inusuale e merita un approfondimento pubblico.

2. Trasparenza e partecipazione: quando dovrebbero entrare in gioco?

Il Comune afferma che la mancata consegna dei documenti tecnici completi non compromette la validità dell’indagine esplorativa.

Tuttavia, l’art. 97 della Costituzione richiama i principi di:

  • trasparenza,

  • imparzialità,

  • buon andamento.

Molti enti pubblici, in Italia e in Europa, avviano percorsi partecipativi prima di definire le destinazioni d’uso di un bene culturale, proprio per garantire:

  • coinvolgimento della cittadinanza,

  • chiarezza sugli obiettivi,

  • coerenza tra progetto e funzioni,

  • tutela dell’interesse pubblico.

Da qui nasce la seconda domanda:

Domanda

Non sarebbe più coerente con i principi costituzionali avviare un percorso partecipativo prima della ristrutturazione, e non dopo?

3. Destinazioni d’uso già definite: su quali basi?

La risposta comunale afferma:

“la destinazione d’uso dell’immobile […] è da considerarsi non modificabile”.

E aggiunge che gli interventi sono stati finanziati con fondi destinati alla “missione museale ed espositiva”.

Questo implica che:

  • la destinazione è stata decisa prima della ristrutturazione,

  • è stata inserita nel progetto,

  • è stata approvata nei finanziamenti,

  • è stata integrata negli impianti e nel parere antincendio.

Ma senza un progetto museologico pubblico, condiviso o discusso.

Domanda 3

Secondo quale percorso amministrativo è stata definita la destinazione museale del palazzo senza un progetto museologico pubblico e senza un confronto con la cittadinanza?

Conclusione

La risposta del Comune chiarisce la natura preliminare dell’avviso, ma non entra nel merito delle questioni tecniche sollevate né fornisce elementi utili per una valutazione informata del bene.

Le tre domande qui riportate non intendono contestare la legittimità della procedura, ma aprire uno spazio di riflessione pubblica su:

  • trasparenza,

  • partecipazione,

  • definizione delle funzioni dei beni comuni,

  • rapporto tra cittadini e amministrazione,

  • e da ultimo, la capacità o meno di mettere in campo una procedura senza le palesi incoerenze e incongruità presenti in questa “Manifestazione di Interesse”

Viviferrara.it continuerà a seguire la vicenda con spirito costruttivo, civico e partecipativo.


Al seguente link trovi tutti i documenti citati in questo articolo relativi a:

Palazzo Prosperi Sacrati Aprile 2026 – Documenti e altro su Manifestazione di Interesse

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