La mancata trasparenza e la mancata comunicazione fanno di Palazzo Prosperi Sacrati un caso globale di Disinformatia

A Muso Duro, Cio.Fé.Ca, Co.Ci.Farò, Comunicati Stampa, Ferrara in comune, Partecipazione, Trasparenza

Palazzo Prosperi Sacrati la DISINFORMATIA generalizzata locale e globale

25 Lug , 2026  

Condividi:

Dal caso Palazzo Prosperi Sacrati
emerge la crisi dei sistemi
informativi della stampa, digitali
e, in fondo, di tutta la politica:

Il Comune smentisce il Sindaco,
ma Intelligenza Artificiale
stampa lo ignorano.

Il Segretario Generale del Comune di Ferrara smentisce il Sindaco, ma il silenzio di stampa, del giornalismo informativo e di inchiesta, le Intelligenze Artificiali e i motori di ricerca seppelliscono i fatti oggettivi e evidenziano lo sbrigativo (0 inesistente?) fact-checking dei giornalisti.

C’è qualcosa di profondamente guasto nell’ecosistema informativo contemporaneo. Un senso di solitudine e di profondo sconforto che assale ogni cittadino che decida di non limitarsi a subire la propaganda, ma di andare a verificare le carte, i registri, i server.
Perché la scoperta più amara, oggi, non è tanto che un’amministrazione pubblica possa diffondere notizie distorte, ma che l’intero sistema intorno ad essa — partiti, giornalisti e persino gli algoritmi globali della rete — decida deliberatamente di ignorare la verità oggettiva pubblicata proprio qui su viviferrara.it.

Ciò che sta accadendo a Ferrara in merito alla concessione di Palazzo Prosperi Sacrati non è più solo una questione di opacità burocratica locale:

è il perfetto e inquietante microcosmo di una crisi globale
della democrazia,
della trasparenza,
e del diritto all’informazione.

Il fatto locale e la smentita che nessuno vuole pubblicare/comunicare.
Andiamo ai fatti, che sono scolpiti nero su bianco:

  1. Il 21 luglio 2026, il Segretario Generale del Comune di Ferrara Dott. Francesco Babetto, ha risposto formalmente alla mia istanza di accesso agli atti FOIA (Prot. 0144140/2026).
    La sua risposta è una pietra tombale sulla narrazione trionfalistica della politica: l’aggiudicazione del Palazzo alla Fondazione Slam Jam non è ancora intervenuta.
    La gara è amministrativamente aperta, le verifiche di legge sono in corso e gli uffici hanno dovuto attivare la procedura di salvaguardia per i controinteressati.
    Tradotto: l’annuncio in pompa magna del Sindaco Alan Fabbri dello scorso 1° luglio era una colossale “non-notizia”. Un’assegnazione virtuale fatta a mezzo stampa prima del tempo, a cui è seguito il panico degli uffici tecnici, costretti a modificare d’urgenza il 14 luglio alle 17:17 le pagine web del bando, esattamente 22 ore dopo la mia PEC, per correre ai ripari.
  2. A fronte di questa formale ammissione burocratica notificata capillarmente da me a:
    – enti e figure amministrative di Ferrara,
    – tutta la stampa locale,
    – agenzie di stampa e organi di informazione,
    – e ai gruppi consigliari (32 consiglieri comunali inclusi)

cosa è successo?
Il silenzio più totale.
Un blackout della trasparenza che fa rabbia e che svela il fallimento coordinato di quattro attori.

  1. Il Comune di Ferrara: che pur avendo firmato l’atto di smentita, si guarda bene dal rettificare la comunicazione sul proprio portale, preferendo lasciare online una menzogna istituzionale.
  2. Le formazioni politiche: una maggioranza e un’opposizione che, pur avendo in mano i numeri di protocollo, non incalzano chi di dovere, abdicando così al proprio ruolo di gestione e di controllo.
  3. La stampa locale: che si riduce a megafono di comunicati preconfezionati:
    – Indagare costa fatica,
    – disturbare il manovratore è scomodo.
    – fare un reale fact-checking richiede troppo impegno: Si preferisce pubblicare, ad esempio, l’intervista patinata all’imprenditore Luca Benini titolare della Slam Jam SrL e fondatore della neo-creata Fondazione Slam Jam Luca Benini piuttosto che fare una domanda elementare al Sindaco:
    “Scusi Sindaco, ma se il bando è ancora aperto, lei cosa ha festeggiato il 1° luglio?”.
  4. la stessa Fondazione Slam Jam Luca Benini che avendo ricevuto la stessa comunicazione dal Segretario Generale Dott. Babetto dovrebbe tutelarsi dalle errate e non verificate notizie.

Ed è qui che il caso di Ferrara assume implicazioni di un’immensa gravità a livello generale e globale.
Tocchiamo con mano lo scollamento definitivo tra i canali tradizionali (la stampa), i motori di ricerca, i nuovi sistemi di Intelligenza Artificiale e chi dovrebbe applicare con rigore democratico e perizia la trasparenza amministrativa.

Se oggi, 25 luglio 2026, interrogate un motore di ricerca globale o chiedete a un’Intelligenza Artificiale avanzata o a un motore di ricerca come Google: “Palazzo Prosperi Sacrati è stato assegnato?” la risposta, del tutto inattendibile, sarà:
—————-
Sì, Palazzo Prosperi Sacrati a Ferrara è stato assegnato il 1° luglio 2026 alla Fondazione Slam Jam di Luca Benini. La gestione dello storico palazzo rinascimentale è stata attribuita tramite un avviso pubblico del Comune di Ferrara dopo i recenti restauri. [1, 2]

Dettagli dell’assegnazione
  • Ente gestore: Fondazione Slam Jam Luca Benini.
  • Data di assegnazione: 1° luglio 2026.
  • Obiettivo: Gestione, valorizzazione e apertura alla città dei locali del palazzo. [1, 2]

—————-

Cose, queste, smentite formalmente dal documento INVIATO CON PEC UFFICIALE del Segretario Generale del Comune di Ferrara, il Dott. Francesco Babetto, che ha risposto ufficialmente alla mia istanza FOIA (Prot. N. 0144140/2026)

Perché succede questo? Perché le AI e gli algoritmi di indicizzazione non cercano la verità negli archivi di protocollo della Pubblica Amministrazione. Non leggono la PEC del Segretario Generale Babetto del 21 luglio. Esse si nutrono, masticano e elaborano solo la mole di articoli copia-incollati dalle redazioni acritiche.

Siamo entrati nell’era della post-verità digitale istituzionalizzata:

  1. se una notizia falsa, o fortemente distorta, viene ripetuta da un numero sufficiente di testate online, l’algoritmo la promuove a “fatto storico”.
  2. L’inchiesta del singolo cittadino, che produce i documenti legali del Comune, viene letteralmente sepolta sotto una montagna di rumore digitale e resa invisibile al mondo.
  3. L’Intelligenza Artificiale, che doveva essere uno strumento di democratizzazione del sapere, rischia di diventare il più formidabile amplificatore della propaganda di regime, validando la menzogna purché sia cliccata.

Lo sconforto di fronte al collasso 
della trasparenza
e del sistema informativo
che va ben oltre le mura di Ferrara.

Questo scenario genera un profondo scoramento, fa capire che la trasparenza non è un valore condiviso, ma un optional fastidioso:

  1. se la stampa abdica al controllo del fact-checking
    (semmai usando l’AI come fonte principale per le dovute verifiche),
  2. se la politica tace,
  3. se la tecnologia globale premia solo chi ha maggiore peso sul web,

il cittadino attivo si ritrova tragicamente solo e abbandonato.
I beni comuni appartengono alla collettività, ma la loro gestione viene decisa in ambiti di potere sovraffollati di fake news, come in questo caso, diffuse ad arte.
Poi, quando dimostri il trucco, il mainstream preferisce comunque continuare ad ignorare i fatti reali e a mantenersi indifferente ed inerte di fronte alle tanto vituperate fake news.

Noi di viviferrara.it non spegneremo non staccheremo la spina. I 30 giorni dalla richiesta FOIA di accesso agli atti stanno inesorabilmente trascorrendo.
Oggi resta l’amarezza di vedere come il diritto sovrano alla verità sia stato abolito, non solo a Ferrara, ma in un sistema informativo globale che ha deciso di sostituire la realtà con la sua rappresentazione virtuale.

, , , , , , , , , ,

By  



0 0 voti
Article Rating
Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più recenti
Vecchi Le più votate
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy:
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x
Vai alla barra degli strumenti