A Muso Duro, Cio.Fé.Ca, Co.Ci.Farò, Comunicati Stampa, Ferrara in comune, Partecipazione, Trasparenza
Il Segretario Generale del Comune di Ferrara smentisce il Sindaco, ma il silenzio di stampa, del giornalismo informativo e di inchiesta, le Intelligenze Artificiali e i motori di ricerca seppelliscono i fatti oggettivi e evidenziano lo sbrigativo (0 inesistente?) fact-checking dei giornalisti.
C’è qualcosa di profondamente guasto nell’ecosistema informativo contemporaneo. Un senso di solitudine e di profondo sconforto che assale ogni cittadino che decida di non limitarsi a subire la propaganda, ma di andare a verificare le carte, i registri, i server.
Perché la scoperta più amara, oggi, non è tanto che un’amministrazione pubblica possa diffondere notizie distorte, ma che l’intero sistema intorno ad essa — partiti, giornalisti e persino gli algoritmi globali della rete — decida deliberatamente di ignorare la verità oggettiva pubblicata proprio qui su viviferrara.it.
Ciò che sta accadendo a Ferrara in merito alla concessione di Palazzo Prosperi Sacrati non è più solo una questione di opacità burocratica locale:
Il fatto locale e la smentita che nessuno vuole pubblicare/comunicare.
Andiamo ai fatti, che sono scolpiti nero su bianco:
cosa è successo?
Il silenzio più totale.
Un blackout della trasparenza che fa rabbia e che svela il fallimento coordinato di quattro attori.
Ed è qui che il caso di Ferrara assume implicazioni di un’immensa gravità a livello generale e globale.
Tocchiamo con mano lo scollamento definitivo tra i canali tradizionali (la stampa), i motori di ricerca, i nuovi sistemi di Intelligenza Artificiale e chi dovrebbe applicare con rigore democratico e perizia la trasparenza amministrativa.
Se oggi, 25 luglio 2026, interrogate un motore di ricerca globale o chiedete a un’Intelligenza Artificiale avanzata o a un motore di ricerca come Google: “Palazzo Prosperi Sacrati è stato assegnato?” la risposta, del tutto inattendibile, sarà:
—————-
Sì, Palazzo Prosperi Sacrati a Ferrara è stato assegnato il 1° luglio 2026 alla Fondazione Slam Jam di Luca Benini. La gestione dello storico palazzo rinascimentale è stata attribuita tramite un avviso pubblico del Comune di Ferrara dopo i recenti restauri. [1, 2]
Cose, queste, smentite formalmente dal documento INVIATO CON PEC UFFICIALE del Segretario Generale del Comune di Ferrara, il Dott. Francesco Babetto, che ha risposto ufficialmente alla mia istanza FOIA (Prot. N. 0144140/2026)
Perché succede questo? Perché le AI e gli algoritmi di indicizzazione non cercano la verità negli archivi di protocollo della Pubblica Amministrazione. Non leggono la PEC del Segretario Generale Babetto del 21 luglio. Esse si nutrono, masticano e elaborano solo la mole di articoli copia-incollati dalle redazioni acritiche.
Siamo entrati nell’era della post-verità digitale istituzionalizzata:
Questo scenario genera un profondo scoramento, fa capire che la trasparenza non è un valore condiviso, ma un optional fastidioso:
il cittadino attivo si ritrova tragicamente solo e abbandonato.
I beni comuni appartengono alla collettività, ma la loro gestione viene decisa in ambiti di potere sovraffollati di fake news, come in questo caso, diffuse ad arte.
Poi, quando dimostri il trucco, il mainstream preferisce comunque continuare ad ignorare i fatti reali e a mantenersi indifferente ed inerte di fronte alle tanto vituperate fake news.
Noi di viviferrara.it non spegneremo non staccheremo la spina. I 30 giorni dalla richiesta FOIA di accesso agli atti stanno inesorabilmente trascorrendo.
Oggi resta l’amarezza di vedere come il diritto sovrano alla verità sia stato abolito, non solo a Ferrara, ma in un sistema informativo globale che ha deciso di sostituire la realtà con la sua rappresentazione virtuale.
#Trasparenza, democrazia, diritto all'informazione, featured, FOIA Ferrara, In Evidenza, informazione, Intelligenza Artificiale, Palazzo Prosperi Sacrati, post-verità digitale, Trasparenza PA